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Lee Perry & Adrian Sherwood
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Flog - Firenze 20 marzo 2009

Lee Perry, personaggio dalla incontenibile energia creativa o come piace definirsi su myspace: “I am an artist, a musician, a writer, a singer, I’m everything!!!” E come dargli torto? Anzi, non basta: la sua vita è un excursus della storia musicale giamaicana dagli anni ’60 fino a oggi, zeppa di artisti storici e di una discografia infinita. Figura fondamentale del Reggae, Dub e Ska dell’ultimo mezzo secolo da leader degli Upsetter a fonico/produttore di Bob Marley & the Wailers (la leggenda vuole che fu proprio lui a suggerire a Bob Marley il nome che lo avrebbe accompagnato nell’iniziazione del Reggae a tutto il mondo), passando dalla crezaione di un suo studio di registrazione (Black Ark a Kingston, solo per citare qualche artista Max Romeo, The Heptones, Junior Byles..) che non esita a sacrificare per mantenere libera la sua mente, fino a inventare il Dub (siamo ai primi anni ’70!!) e spingerlo fino agli estremi.

Insomma un artista che dell’innovazione senza compromessi ha sempre fatto il suo credo.

Ad accompagnarlo sul palco un’altra leggenda : Adrian Sherwood, fondatore dell’ON-U-Record , uno dei produttori più influenti degli anni ‘80 e pioniere del dub oltremanica.

Il duo, dopo aver collaborato negli anni ’80,nel 2008 si ritrovano in studio per realizzare “The Mighty Upsetter” , album che alcuni definiscono il più importante di Lee Perry,presentato sui palchi in giro per il mondo con “The Dub painting Show”.

Ma basta con le presentazioni, e che la serata abbia inizio!!

Siamo alla Flog, discoteca “alternativa” di Firenze che a volte mi ricorda un po’ il Norman & il Presidente di Perugia, la filosofia è un po’ la stessa ma solo un po’più grande. A far capire subito che la serata è speciale ci pensa il warm up affidato a Lu Mi e Jah Station con il supporto di Jaka con un piacevole Dub de “noalrti”.

Ma ecco è il momento : sale sul palco Adrian Sherwood e la musica cambia; il banco del mixer è imponente, pieno com’è di ogni possibile ritrovato elettronico/sonoro da cui escono suoni deformati, distorti, trasformati, che rendono l’atmosfera sempre più calda, una preparazione pisco/fisica allo show (si, perché di questo si tratta, concerto è troppo riduttivo). L’impazienza e la curiosità di vedere LEE “scrath” comincia ad essere al limite quando eccolo!! Arriva Lee “scrath” Perry!!!

Già quando entra si capisce che stasera si fa sul serio, nel caso le premesse non fossero state sufficienti. Questo simpatico signore sulla settantina (sul palco oggi festeggia il suo 73 esimo compleanno!!) dalla Svizzera, si presenta con pantalone mimetico sotto al ginocchio con scarponcini e calzettoni, giacca e cappello zeppi di spille e toppe, una quantità esagerata di anelli e catene; ma il meglio lo fa vedere quando da il benvenuto al pubblico a Casa Dub, sua togliendosi il cappellino: capelli a tre settori: giallo , verde e rosso…troppo bello.

Lee “scrath” Perry si muove in maniera disinvolta sul palco e accompagna le sue liriche con performances live di pittura su un grande telo bianco che verrà venduto per devolvere il ricavato ad Amnesty International.

Comunque quello che allestiscono le due leggende è uno show con molta elettronica e bassi potenti, di quelli che te li senti fin dentro lo stomaco. Oltre all’ultimo album “The Mighty Upsetter” c’è spazio per alcuni classici come Max Romeo e altri del periodo Black Ark , ma tutti rigorosamente ripassati al mixer di Sherwood.

Lee Perry, dopo circa due ore di performance vocal/pittorica ripassa il testimone a Sherwood che smanettando sul mixer ci regala una dub session ancora più potente di quella che ci aveva confezionato pre Lee, con sonorità che sconfinano nell’elettronica più aggressiva della techno e drum’n’bass.

Purtroppo anche Sherwood termina il suo show, ma fortunatamente la serata ritorna nelle mani di Lu Mi e Jah Station che con il supporto di Jaka riescono a mantenere calda la pista ormai infuocata con una dance hall roots/dub di tutto rispetto.

Insomma una gran bella serata, una Flog piena di cultori del Reggae e di tutte le sue sfumature che si muovono sulle vibrazioni di due leggende,di quelle vere, di quelle che non hanno bisogno di presentazioni, di quelle che bisogna vedere almeno una volta nella vita, anche solo per sentire/vedere (l’inglese “feel” è perfetto) l’energia che tramite un microfono e un mixer ti scuotono fino all’anima.

Giovanni Battista Ferrarese

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1 Comment to “Lee Perry & Adrian Sherwood”

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