
Incontrando Cristiano Arcelli, oltre che ritrovare un vecchio amico, ho la possibilità di parlare con un attento osservatore del mondo musicale che ci circonda, jazzista oramai affermato nella scena nazionale e non, perugino verace, è una fonte di conoscenze preziose per chiunque è appassionato di jazz, ma anche di tanti altri stili che lui studia e reinterpreta con il suo sax.
La nostra chiacchierata è durata un’oretta, la potete trovare nel sito www.radiophonica.com accompagnata dalle musiche del suo prossimo lavoro in uscita: Urban Take.
Qui di seguito riporto solo la parte riguardante, appunto, il cd appena realizzato e alcuni aspetti della produzione, che abbiamo avuto l’onore di ascoltare e proporre in esclusiva.
Se volete avere un assaggio dell’album, potete visitare il suo contatto myspace: www.myspace.com/cristianoarcelli.
Cristiano, parlaci del tuo lavoro in uscita nel mese di giugno.
Il nuovo progetto Urban Take, indaga sulle possibilità ritmiche del dubstep, dell’hip hop e in qualche misura del funk, cercando di estrapolare delle idee da queste musiche e portarle in un territorio più aperto.
È stato realizzato con musicisti locali ed altri provenienti da diverse realtà nazionali e internazionali: Alessandro Paternesi alla batteria, Igor Spallati al contrabbasso, il pianista Alessandro Bravo, Fulvio Sigurtà alla tromba e il baritonista Rossano Emili.
Oltre alla musica, so che hai dato importanza anche alla forma del cd.
Si infatti, anche l’aspetto grafico è stato seguito con cura, in questo caso da un amico: Andrea Marchi, che ha impreziosito il cd con foto realizzate durante i suoi viaggi; il messaggio che volevamo sottolineare con queste immagini è il rapporto che si instaura fra le città e i cittadini, questo è un aspetto che a me interessa molto, vedere come le persone si adattano agli spazi dove vivono, al di là che siano belli o brutti, mi incuriosisce vedere come assorbono un determinato territorio e i suoni che vengono prodotti da esso.
Allo stesso modo con la musica ho cercato di ricreare quella tensione che esiste all’interno di questa logica: la città e i suoi abitanti.
Dicci qualcosa circa la struttura dell’album.
Il cd è composto da otto tracce per quaranta minuti di musica, sono un fan dei dischi corti, un po’ come accadeva con i vinili - venti minuti per parte - sono rimasto affezionato a quel formato, fosse per me stamperei il mio lavoro in vinile ma economicamente comporta delle difficoltà oggettive, ha dalla sua il grande fascino sia grafico che sonoro, in particolare mi piace la sua caratteristica di non essere replicabile come oggetto, rimane unico.
Oltre al classico cd, sarà disponibile nel sito di Egea (l’etichetta che lo distribuisce – www.egeamusic.com) e lì ci saranno i vari link da dove poterlo scaricare.
Presto potremo sentire Urban Take dal vivo?
Si sicuramente, grande importanza sarà affidata alle date dal vivo, punteremo molto ai nostri live che ci permetteranno di esprimerci al meglio delle nostre possibilità, il tour partirà a giugno per terminare a fine luglio e toccheremo vari luoghi d’Italia e arriveremo anche fuori dai confini nazionali, sicuramente in Albania per un festival dedicato ad artisti emergenti, sempre in ambito jazz.
Andrea Lanzilotto
