BelliComeIlSoul
black.music.at.its.finest
U-Roy & Pablo Moses
Categories: Senza categoria

U-Roy by Tato Richieri

U-Roy by Tato Richieri

Flog – Firenze 1 maggio 2009

A volte si assiste a concerti dai quali ti aspetti molto e magari esci un po’ deluso, altre volte invece già sai che di fronte a te avrai piccole grandi storie, che meritano di essere ascoltate con il dovuto rispetto e ti importa anche poco del contesto e di chi ti sta vicino. Rientra appieno in questa categoria il concerto al quale abbiamo assistito a Firenze: il primo a salire sul palco è stato un certo U-Roy, venuto al mondo nel 1942 nella piccola Giamaica con il nome di Ewart Beckford, si cimenta al microfono dal 1961.

Più precisamente, è stato uno dei primi a dare il via a una vera e propria forma artistica, fino ad allora sconosciuta: il dj style, precursore del più famoso rap statunitense, cioè quella tecnica di parlare/cantare sopra alle basi che girano sui piatti; lui aveva la fortuna di collaborare con i maestri delle produzioni reggae/dub come King Tubby e Lee Perry, i suoi inizi sono nel leggendario sound system di “Coxsone” Dodd.

Era il 1975 quando uscì il suo lp più celebre, sia per le musiche che per la copertina, che lo ritraeva in mezzo a una nuvola di fumo della propiziatoria ganja, si tratta di Dread In A Babylon, album che non può mancare in nessuna collezione reggae.

Insomma una vera leggenda, di quelle che magari vedi una sola volta nella vita e quindi da tenersi ben stretta.

I suoi dreadlocks color argento sono la testimonianza degli anni passati a calcare le scene mondiali, portando in giro le tematiche care ai seguaci di Ras Tafari e al popolo giamaicano; in Italia è arrivato insieme al suo collega Pablo Moses e alla band che ha accompagnato tutti e due i cantanti: Roots Radics Band, classica formazione giamaicana, composta da musicisti super esperti e collaudati fra loro, che spaziano dai ritmi ska o rocksteady alle sonorità dub, con estrema facilità.

U-Roy, nel suo completo rosso fuoco, ha dato il meglio di sé, proponendo i suoi pezzi celebri come Dynamic Fashion Way e Earth’s Rightful Ruler, la durata della sua esibizione non è stata lunghissima, però appunto indimenticabile vista la sua storia e il suo passato.

Dopo di lui, un altro personaggio del roots, meno conosciuto del primo ma sicuramente con il medesimo fascino artistico: Pablo Moses.

Nato nel 1948, vede la sua carriera acquisire una certa notorietà nel 1975 con l’album Revolutionary Dream uscito anche nel 1978 con un altro titolo I Love I Bring, quest’ultimo più facile da reperire. Altra tappa fondamentale, nel 1983 con l’lp In The Future, dove introduce anche delle sonorità vicine al dub e dove si possono anche ascoltare i primi suoni campionati.

Sul palco la sua presenza risulta più evidente rispetto a U-Roy, Pablo è un omone che fa della mimica una parte fondamentale del suo spettacolo. Accenna riti religiosi, le sue radici sprofondano nel culto rasta e ogni gesto sembra una sorta di ringraziamento a Jah.

Con Moses la band prende delle ritmiche decisamente più dure, i suoni dub concludono ogni pezzo e contribuiscono a rendere più “spirituale” l’esibizione.

Il concerto è stato breve ma intenso, ci ha proposto due uomini che hanno dedicato la loro vita al reggae, alla musica e alla cultura rasta.

Fortunatamente, per tutti coloro che vorranno vedere i due di nuovo insieme in Italia, l’attesa non è lunghissima, infatti saranno presenti venerdì 10 luglio al Rototom Sunsplash.

U-Roy by Tato Richieri

U-Roy by Tato Richieri

U-Roy by Tato Richieri

U-Roy by Tato Richieri

Pablo Moses by Tatao Richieri

Pablo Moses by Tato Richieri

Pablo Moses by Tato Richieri

Pablo Moses by Tato Richieri

Pablo Moses by Tato Richieri

Pablo Moses by Tato Richieri

Pablo Moses by Tato Richieri

Pablo Moses by Tato Richieri

Categories: Senza categoria -

Leave a Reply