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SPAZIO REGGAE - PARCO SANT’ANGELO
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Da un’idea del Loop Cafè e Belli Come il Soul – trasmissione web radio presente nel portale dell’Adisu www.radiophonica.com – prendono vita tre serate di:  18, 25 giugno e 9 luglio.

Tre momenti dedicati alla musica reggae, alla Giamaica, all’Africa, al culto rasta e alle positive vibrations.

Il progetto prevede la presenza di artisti locali (I-Shence, Bashfire, Manhali, ecc.) che da anni lavorano nell’ambiente musicale cittadino e nazionale, che con amore radunano e coinvolgono i giovani che vivono a Perugia intorno a una passione fatta di ritmi, genti e colori dal sapore caraibico, così lontano dal nostro stile di vita, ma così vicino quando i dischi cominciano a suonare.

Non solo musica, o almeno, non solo questo aspetto sarà proposto al pubblico che sarà ospite del parco Sant’Angelo, cercheremo di far riflettere con immagini, video e discussioni.

Proporremo un film del 1980 dal titolo “Babylon” di Franco Rosso, ambientato nella Londra proiettata verso il boom economico, ma dalle grandi conflittualità sociali soprattutto riguardanti le persone di colore, dove vigevano le famose leggi Sus (sospetto della commissione di un reato) che portavano tanti giovani innocenti nelle galere e alle reazioni nei centri urbani, fatte di violenza e disperazione. Un colpo d’occhio verso una società che per certi aspetti ricorda, purtroppo, alcune situazioni attuali: un’insofferenza nei confronti del diverso, un sostanziale disagio dei più deboli che a volte esplode in violenze in Italia e in Europa.

Il secondo lungometraggio che proietteremo il 9 luglio è un qualcosa di più musicale, ma che ci riporta, anche in questo caso, a un momento storico ben preciso, il titolo del film è “Cool Runnings” di Robert Mugge, dove si racconta il festival reggae per eccellenza: il Sunsplash del 1983, in quella Giamaica orfana del suo profeta Bob Marley, in quella terra preda di violenze senza quartiere, dove i grandi Stati Uniti vedevano (e tutt’ora vedono…) solo un paradiso tropicale da visitare, divorare e poi dimenticare in fretta. L’aspetto artistico del video è immenso, con la presenza dei più grandi musicisti del tempo, indimenticati fino a oggi e, fortunatamente, in alcuni casi ancora in piena attività.

Un discorso invece a parte, merita la serata del 25, avremo la fortuna di poter parlare e approfondire un tema che va a braccetto con la musica reggae, cioè la religione e la cultura rasta, in particolar modo la sua presenza in Italia, i suoi adepti e le sue problematiche di integrazione. Affronteremo questo viaggio spirituale con un esponente dell’Assemblea Permanente Rastafariani in Italia: Ras Julio, perugino che da anni si prodiga per il suo credo, che ha fatto della sua religione uno stile di vita, lavorando nel settore merceologico legato al reggae e al rastafarianesimo con la sua Livity Creations. Vedremo il video “Africa Unite, new edition” del 2005 girato ad Addis Abeba in Etipia in occasione del sessantesimo compleanno di Bob Marley, che fu l’occasione per molti credenti di ritornare alla Terra Promessa, sarà introdotto da Julio e a seguire si potrà dibattere circa le tematiche trattate dal film.

Uno sguardo verso il Continente Nero, un modo per capire cosa lega la religione rasta, la Giamica e l’Africa.

Sempre il 25, avremo modo di vedere un lavoro svolto in questi anni da due fotografi perugini - Luca Sgamellotti e Francesco Richieri - trapiantati a Bologna: un fotoreportage video con le immagini più belle del Rototom Sunsplash, il festival più grande d’Europa che si svolge da 16 anni ad Osoppo, in provincia di Udine. Un racconto fatto di immagini, da dove si può evincere quell’aspetto di unione che il reggae riesce a creare.

Ovviamente ogni sera la musica ci farà compagnia, coinvolgendoci con i tanti suoni che una piccola isola è riuscita a produrre, con i milioni di dischi stampati, con quell’energia unica e inesauribile che il ritmo in levare ci regala dagli anni ‘60.

Un modo per condividere momenti comuni in nome dell’arte e della riflessione, per ribadire una volta ancora il nostro amore per una società multietnica, basata sul rispetto degli individui e delle libertà dei singoli in un contesto sociale degno di una democrazia affermata.

Troppe parole sbagliate usate con disinvoltura nell’ultimo periodo, per non dimenticare i grandi errori del passato è necessario essere sempre presenti, aumentare gli spazi di condivisione e coinvolgere la popolazione in progetti propositivi e costruttivi.

Questo è il nostro SPAZIO: un luogo libero, creativo, carico di valori antichi ma tutt’ora indispensabili, come quelli del rispetto verso i propri simili, la fratellanza e l’unione.

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