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	<title>BelliComeIlSoul</title>
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	<description>black.music.at.its.finest</description>
	<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 11:59:57 +0000</pubDate>
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		<title>DJ WAR - Cultura e Tradizione</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 11:59:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lanzi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href=http://www.bellicomeilsoul.com/2010/01/dj-war-cultura-e-tradizione/><img src=http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2010/01/djwar3-300x152.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>
Rivolgere delle domande ad Antonio Conte, oltre che essere molto piacevole è allo stesso tempo fonte di imbarazzo, per chi è cresciuto con dei suoni, dei testi, per chi ha dei ricordi concreti del fenomeno delle Posse, del primissimo Sud Sound System, delle tematiche che venivano affrontate, non  può certo rimanere indifferente.
Dj War è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]&gt;  Normal 0 14   false false false        MicrosoftInternetExplorer4  &lt;![endif]--><!--[if gte mso 9]&gt;   &lt;![endif]--><!--[if !mso]&gt;--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-125" src="http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2010/01/djwar3-300x152.jpg" alt="djwar3" width="300" height="152" />Rivolgere delle domande ad Antonio Conte, oltre che essere molto piacevole è allo stesso tempo fonte di imbarazzo, per chi è cresciuto con dei suoni, dei testi, per chi ha dei ricordi concreti del fenomeno delle Posse, del primissimo Sud Sound System, delle tematiche che venivano affrontate, non <span> </span>può certo rimanere indifferente.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify;">Dj War è uno dei protagonisti di quegli anni a cavallo tra la fine degli ’80 e l’inizio dei ’90, periodo in cui la musica, in questo caso black (reggae/hip hop), era compagna di vita nel vero senso della parola, accompagnava ed esprimeva quei sentimenti di ribellione che un’intera generazione sentiva suoi. Anni in cui i centri sociali delle grandi città erano fucine di creatività, oltre che di azioni politiche.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify;">Dal Salento a Bologna, per dare vita a quello che oggi riteniamo scontato: un sound system, una dance hall, ma che allora erano segni di rottura nei confronti di una società restia ai cambiamenti e alle aperture nei confronti di nuove culture.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify;">Il movimento black da allora ha avuto un enorme sviluppo nazionale, basta pensare alle innumerevoli serate che il fine settimana affollano i locali di tutta Italia, ma è necessario capire da dove si partiva, quali erano i sentimenti che facevano avvicinare dei ragazzi verso uno stile musicale che apparentemente era distante dal nostro, ma che hanno reso familiare a tutti noi grazie anche all’uso dei dialetti nei testi e dei continui riferimenti ai mali della nostra terra.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify;">Dj War è un personaggio chiave per capire tutto questo.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify;">
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><strong><span style="color: black;">-         Dagli anni ’80 ad oggi, come è cambiato il tuo rapporto con la musica?</span></strong></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;">Negli anni 80 bisognava diffondere e far conoscere generi come il reggae e l&#8217;hip hop che erano &#8220;nuovi&#8221;, in tempi in cui imperavano musiche e stili introspettivi come il post punk o edonistici come certa New wave. Il reggae e l&#8217;hip hop al contrario portavano una carica di positività ed uno spirito &#8220;ribelle&#8221; che dai tempi del punk si erano persi. Bisognava rompere delle &#8220;frontiere&#8221; e distruggere dei &#8220;muri&#8221; per far passare nuove sonorità e nuove tematiche. L&#8217;entusiasmo che avevo allora non l&#8217;ho perso, la voglia di esplorare altri stili neanche.</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;"><br />
</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><strong><span style="color: black;">-         Avere un sound tutto tuo, tra i primi in Italia, ti ha dato più responsabilità o libertà?</span></strong></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;">Più responsabilità sicuramente perchè non è facile gestire un sound che comporta spese notevoli per la costruzione e la manutenzione ma mi ha dato anche maggiore libertà d&#8217;espressione.</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;"><br />
</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><strong><span style="color: black;">-        Raccontaci brevemente la nascita del SSS. In particolare le vibrazioni che c’erano nell’aria in quel periodo della tua vita artistica e umana.</span></strong></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;">La nascita del SUD SOUND SYSTEM è stata la realizzazione di un sogno e di un forte desiderio di combinare qualcosa di positivo e che amavo fare con i miei amici. In particolare credevo nelle potenzialità artistiche ed espressive di Piero &#8220;Militant P&#8221; che già suonava in uno dei primi gruppi reggae italiani (The Struggle) e degli amici fraterni che man mano si innamoravano del Reggae,del Toasting e dell&#8217;Hip Hop (Treble, PapaGianni, Ggd a cui col tempo si aggiunsero Don Rico, Terron Fabio, Nando Popu e tutta la Salento Posse).</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;">Si iniziò veramente con le feste in casa di amici (la casa a S.Foca di Papa Gianni su tutte) poi le case cominciarono ad essere strette per la compagnia sempre + numerosa</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;">e cominciammo a fare delle feste nelle campagne e nelle masserie. Contemporaneamente mi dilettavo con i dischi in radio libere, centri sociali, case occupate, club e feste &#8220;alternative&#8221; e mi sembrò naturale proporci con le nostre feste. C&#8217;era molto entusiasmo in noi nelle feste alternative ma nel proporre il mio progetto all&#8217;esterno ebbi non poche difficoltà. Anche all&#8217;interno del gruppo non credevano che si potesse fare sul serio,il tempo poi mi ha dato ragione&#8230;</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;"><br />
</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><strong><span style="color: black;">-         Il Salento, la tua terra, ha subito profondi cambiamenti negli ultimi decenni, molti positivi alcuni negativi, vedi il problema inquinamento sempre più rilevante. Cosa diresti a una persona che non conosce affatto il territorio, come lo descriveresti?</span></strong></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;">L&#8217;inquinamento è una piaga non più solo un problema, penso a come hanno distrutto Taranto con le industrie chimiche e siderurgiche, Brindisi con la centrale di Cerano in particolare e Lecce con tutte le discariche piazzate ovunque ed ammorbano l&#8217;aria sempre meno pulita e salubre. Non trascurerei neanche di menzionare il business dell&#8217;eolico, con il forte impatto visivo e il graduale abbandono della vocazione agricola e/o turistica del territorio. Non vorrei che lo slogan &#8220;Salentu, lu sule lu mare e lu ientu&#8221; si trasformasse in Salentu, lu sule lu mare e l&#8217;inquinamentu&#8230;&#8221;</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;"><br />
</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><strong><span style="color: black;">-         Fare arte, promuovere musica, tu lo hai fatto per tanti anni al nord, lo fai tutt’ora al sud, quali sono le differenze, se ce ne sono, le problematiche che ti trovi costretto a superare?</span></strong></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;">Devo ringraziare il nord soprattutto se la mia passione si è evoluta positivamente anche in occasioni di lavoro non solo per me, a Bologna,città in cui ho  studiato,lavorato e vissuto per anni hanno creduto nella positività del progetto ma devo ringraziare il anche sud per il calore che ci ha sempre dato nel supportare il nostro cammino in tutta la nazione ed anche fuori dai confini. Non vedo grosse differenze attualmente in quanto le culture reggae e hip hop sono delle realtà di fatto internazionali.</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;"><br />
</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><strong><span style="color: black;">-         Il reggae, grande amore, anche questo ha subito enormi cambiamenti dall’inizio della tua carriera di dj. Ti riconosci nelle nuove sonorità prodotte dagli artisti giamaicani? Quali di questi apprezzi di più?</span></strong></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;">Quando ho iniziato a &#8220;sentire&#8221;, amare e diffondere il reggae, questa era la musica di Bob Marley, di Steel Pulse, Black Uhuru etc. con forti messaggi positivi, successivamente conobbi il dj style di U Roy etc. e poi venne l&#8217;era di Yellowman, Ringo etc. con contenuti rivolti  più verso l&#8217;intrattenimento e &#8220;poco impegnati&#8221; politicamente&#8230;Il Reggae si è sempre più evoluto stilisticamente ed è cambiato anche nei contenuti con le relative differenziazioni. Continua ad essere il media più potente in Giamaica dove la vita è difficile per la maggior parte del popolo e ne esprime lo stato d&#8217;animo e la realtà che si vive. Ciò non ci dovrebbe far dimenticare che la nostra vita è ben diversa e nonostante tutte i cambiamenti anche in Occidente (l&#8217;asse politico si sposta sempre più a destra, con conseguente diffusione di razzismo ed intolleranza&#8230;) non dobbiamo assecondare o riproporre tematiche e stili di vita (&#8230;) che non ci appartengono (omofobia, sessismo, maschilismo&#8230;) solo per stare al passo con le tematiche di certa &#8220;dance hall moderna&#8221;.</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;">Dal punto di vista squisitamente musicale sono molto interessato e attento verso l&#8217;evoluzione della &#8220;Reggae culture&#8221; ma sono altrettanto preoccupato quando i messaggi</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;">di alcune canzoni sono negativi. Mi fa piacere vedere artisti come Sizzla che  nell&#8217;ultimo tour europeo  prende distanza da  tematiche omofobiche e sessiste. </span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;"><br />
</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><strong><span style="color: black;">-         Non solo reggae nella tua lunga esperienza artistica, tanto hip hop, molte influenze drum ‘n’ bass; hai sempre cercato dei legami tra i vari generi oppure li hai tenuti debitamente distanti?</span></strong></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;">La musica per me non ha confini né dovrebbe averne e comunque tra i generi sopracitati c&#8217;è una continuità di stile e cultura, la radice è una,la musica nera che incontra la cultura della club culture e della cultura di strada che sono internazionali.</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;"><br />
</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><strong><span style="color: black;">-         Il periodo delle Posse ti ha visto come uno dei protagonisti della scena italiana, credi che sia possibile il ripetersi di un fenomeno del genere nel nostro paese, soprattutto dal punto di vista di attivismo politico/sociale delle formazioni coinvolte?</span></strong></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;">Me lo auguro e lo auguro anche alla società intera, perchè si è trattato di un fenomeno che ha portato dei cambiamenti nello stile di vita dei giovani e delle speranze per migliorare la società.</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;"><br />
</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><strong><span style="color: black;">-         Come vedi il futuro della scena reggae in Italia, credi che debba essere rivisto qualcosa?</span></strong></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;">Qui potrei rispondere con delle semplici citazioni o con risposte del tipo &#8220;il futuro nn è scritto..&#8221; o cose così ma considerando i cambiamenti politici e sociali in negativo di questi anni mi auguro maggiore attenzione verso i deboli e le ingiustizie tutte, senza trascurare la parte legata all&#8217;intrattenimento, quindi come dice KRS One la musica dovrebbe essere &#8220;edutainment&#8221; cioè educazione ed intrattenimento. Insomma ci vorrebbe più equilibrio.</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;"><br />
</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><strong><span style="color: black;">-         Un’infinità di serate, il War Sound System, i festival, i meeting, hai dei progetti artistici ai quali non ti sei ancora dedicato?</span></strong></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;">Hai dimenticato di citare le produzioni, da qualche anno collaboro con un &#8216;etichetta indipendente che ha base a Milano e che si chiama SEGNALE DIGITALE con la quale  (come WARSOUND)  abbiamo prodotto fin qui vari cd e dischi .Proprio di recente abbiamo pubblicato due compilation su cd completamente curate da noi, BASS CULTURE e WARSIGNAL3 più tre vinili a 45 giri con cinque  song più il relativo riddim.</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;">Con questi cd e dischi abbiamo prodotto vari nuovi artisti (cantanti e producers di ritmi) oltre a quelli che già collaboravano con noi, si tratta di progetti che stanno crescendo con noi senza l&#8217;aiuto di alcun sponsor. Per saperne di più potete andare sul sito <a href="http://www.segnaledigitale.org/" target="_blank">www.segnaledigitale.org</a>.</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;">In effetti finora mi sono dedicato a molti aspetti della musica,dovrei dire quindi anche delle mie esperienze in radio (l&#8217;ultima in ordine di tempo è stata proprio quella di Power fm, in Salento, radio in cui è nata l&#8217;idea e poi il progetto di &#8220;Gusto dopa al sole&#8221;).</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;">Francamente non so cosa manca, forse dovrei lavorare di più sul lato produttivo ed esecutivo, tra tutti gli impegni per mandare avanti la vita della famiglia ed i vari progetti, mi manca il tempo per produrre e mixare per intero dei ritmi e vorrei &#8220;rimediare&#8221; a questa lacuna. Poi vorrei realizzare un album &#8220;mio&#8221; in cui far cantare amici e compagni di &#8220;varie esperienze&#8221;&#8230;.</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;">Insomma se ci penso su magari mi accorgo di voler e dover fare un sacco di cose ancora &#8230;..</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;">&#8220;time is the master&#8230;&#8221;</span></p>
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;">
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;">
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;">
<p style="margin: 5pt 0cm 0.0001pt 36pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;">di Andrea Lanzilotto<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal" style="background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: justify;"><span style="color: black;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
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		<title>Sara Parolai - LKJ Vita e Battaglie del Poeta del Reggae - Chinaski Edizioni</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 10:26:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lanzi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href=http://www.bellicomeilsoul.com/2009/09/sara-parolai-lkj-vita-e-battaglie-del-poeta-del-reggae-chinaski-edizioni/><img src=http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/09/lkj2-184x300.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>È uscita in estate l’interessante biografia su Linton Kwesi Johnson realizzata dalla genovese Sara Parolai, testo estrapolato da una più corposa tesi di laurea. La vita di uno dei più importanti esponenti del reggae mondiale si intreccia con gli avvenimenti della città che lo ha accolto da emigrato: Londra, con tutte le sue problematiche legate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-114" src="http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/09/lkj2-184x300.jpg" alt="lkj2" width="184" height="300" />È uscita in estate l’interessante biografia su Linton Kwesi Johnson realizzata dalla genovese Sara Parolai, testo estrapolato da una più corposa tesi di laurea. La vita di uno dei più importanti esponenti del reggae mondiale si intreccia con gli avvenimenti della città che lo ha accolto da emigrato: Londra, con tutte le sue problematiche legate alla discriminazione e al razzismo nei confronti delle popolazioni di colore. Linton, sin dagli anni ’60, è stato un simbolo per tutti gli emarginati, per coloro che dovevano subire le vessazioni dei governi ostili, fino ad arrivare ai famigerati anni ’80, epoca in cui si toccò il picco con la Thatcher e le sue politiche repressive.La poesia di LKJ è stata uno stimolo e un aiuto per i tanti giamaicani arrivati in Gran Bretagna, Brixton rappresenta, non solo il quartiere dove ha sempre vissuto, ma un simbolo di ribellione a un sistema ingiusto e razzista. Sara, in questo suo percorso, ha avuto modo di conoscere Linton sia come professionista ma soprattutto come uomo, si è avvicinata a lui e alla sua quotidianità. Abbiamo avuto il piacere di rivolgere alcune domande all’autrice.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"><!--[if !supportLists]--><span> -<span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none;"> </span></span><!--[endif]-->Hai trovato, durante la tua ricerca, un ipotetico parallelismo della poetica di LKJ con quella di altri scrittori occidentali o magari italiani?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoBodyTextIndent2">Ho pensato e ripensato a questa domanda. Linton può essere paragonato a un cantautore, un poeta degli ultimi alla De André, ma con l’attivismo politico di un Guccini, cronisti della realtà che denunciano e stimolano la riflessione.<span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"><!--[if !supportLists]--><span> -<span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none;"> </span></span><!--[endif]-->Come è cambiata la tua vita dopo questa intensa esperienza umana e professionale?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoBodyTextIndent" style="text-align: justify;">Sicuramente ne sono uscita arricchita sia dal punto di vista umano che da quello culturale. Linton non ama parlare di sé, ma ama parlare, e abbiamo fatto lunghe chiacchierate per le strade di Brixton sulla letteratura e la storia afro-caraibica. Mi ha anche regalato due libri e un suo cd!</p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="text-align: justify;">L’essermi accostata a lui e alla sua realtà non è stato per me un semplice ampliamento di orizzonti, ma una vera e propria messa in discussione della storia e della cultura occidentale. Mi sono ritrovata immersa in una realtà che presuppone, per essere affrontata, un ripartire da zero, senza quel senso di superiorità che è alla base della nostra cultura e guarda con sospetto e sufficienza alle tradizioni altre, soprattutto se tramandate oralmente. E la frequentazione con una persona che non ha soltanto narrato certi avvenimenti cruciali della storia dell’Inghilterra contemporanea, ma vi ha partecipato in prima persona, in maniera attiva, combattendo per i diritti umani e contribuendo ai cambiamenti positivi che vi sono stati, ha fatto nascere in me un forte desiderio di alzare la testa e la speranza di riuscire, prima o poi, a smuovere qualche coscienza.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"><!--[if !supportLists]--><span> -<span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none;"> </span></span><!--[endif]-->Ci sono altri artisti nella galassia reggae che ti potrebbero far intraprendere un percorso analogo?</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 35.4pt; text-align: justify;">
<p class="MsoBodyTextIndent2">Se per “percorso analogo” intendi la stesura di un libro, certamente sì. Da Peter Tosh, a Mikey Smith, a Benjamin Zephaniah, agli italiani Africa Unite, sono svariati gli artisti su cui mi piacerebbe scrivere. Sicuramente, però, il fatto di scrivere su artisti ancora in vita offre il grande vantaggio di poter instaurare un contatto (che rimane un vantaggio se il contatto non porta a una delusione) ed un confronto (con Linton è capitato ad esempio che non ci trovassimo d’accordo su alcuni punti), e raccontare quindi il personaggio nella sua umanità ed interezza attraverso il dialogo costante.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"><!--[if !supportLists]--><span> -<span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none;"> </span></span><!--[endif]-->Un insegnamento di LKJ che porterai sempre con te.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 35.4pt; text-align: justify;"><strong>Non chiedere e ti sarà dato!</strong></p>
<p class="MsoBodyTextIndent2">Scherzi a parte, Linton mi ha mostrato che la grandezza di una persona sta nella sua umiltà e nell’essere sempre se stessa senza piegarsi a compromessi. Il suo abbigliamento inconfondibile e anticonformista nel suo genere, il suo attaccamento viscerale alle sue radici giamaicane e al suo quartiere di Londra, il suo totale disinteresse a far parlare di sé, ne fanno un antidivo in positivo che è a disagio davanti alle telecamere e perfettamente a suo agio fra la gente di strada a cui regala sorrisi e strette di mano.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"><!--[if !supportLists]--><span> -<span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none;"> </span></span><!--[endif]-->Ritieni che l’Inghilterra abbia superato definitivamente il problema del razzismo oppure ci sono degli aspetti ancora da analizzare e migliorare?</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 35.4pt; text-align: justify;">
<p class="MsoBodyTextIndent2">Per quanto conosco la storia inglese ritengo che siano stati fatti grandi passi in avanti negli ultimi decenni, che hanno portato alla formazione di una middle-class nera.<span> </span>L’incendio di New Cross (evento del 1981, dove morirono 13 giovani di colore n.d.r.) è sicuramente stato un punto di svolta perché ha accelerato questi processi. Purtroppo però il problema del razzismo temo sia ben lungi dall’essere superato definitivamente, in Inghilterra come nel resto d’Europa. Spesso l’atteggiamento razzista si trasforma in intolleranza verso le minoranze etniche e non solo. Basti pensare alla dilagante xenofobia ed omofobia italiana.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"><!--[if !supportLists]--><span> -<span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none;"> </span></span><!--[endif]-->Un artista attuale che ritieni vicino a LKJ, al sua lavoro e alle tematiche da lui toccate.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 35.4pt; text-align: justify;">
<p class="MsoBodyTextIndent2">Sono numerosi, in tutto il Mondo, gli artisti che fanno della musica un mezzo di protesta, e anche in Italia gli esempi non mancano. Sicuramente, però, gli altri Dub Poets e Benjamin Zephaniah in particolare, combinano tutti gli elementi che caratterizzano il lavoro di LKJ: poesia, quindi parola parlata più che cantata, musica che sgorga già dal suono della parola, ma che con l’ausilio degli strumenti diventa anche l’accompagnamento, testi che guardano alla realtà socio-politica contemporanea, impegno attivo.</p>
<p class="MsoBodyTextIndent2"><em><strong><br />
</strong></em></p>
<p class="MsoBodyTextIndent2"><em><strong>di Andrea Lanzilotto</strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>SPAZIO REGGAE - PARCO SANT&#8217;ANGELO</title>
		<link>http://www.bellicomeilsoul.com/2009/06/spazio-reggae-parco-santangelo/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 15:32:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lanzi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href=http://www.bellicomeilsoul.com/2009/06/spazio-reggae-parco-santangelo/><img src=http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/06/spazio-reggae1-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>
Da un’idea del Loop Cafè e Belli Come il Soul – trasmissione web radio presente nel portale dell’Adisu www.radiophonica.com – prendono vita tre serate di:  18, 25 giugno e 9 luglio.
Tre momenti dedicati alla musica reggae, alla Giamaica, all’Africa, al culto rasta e alle positive vibrations.
Il progetto prevede la presenza di artisti locali (I-Shence, Bashfire, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-105" src="http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/06/spazio-reggae1.jpg" alt="spazio-reggae1" width="422" height="630" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Da un’idea del Loop Cafè e Belli Come il Soul – trasmissione web radio presente nel portale dell’Adisu <a href="http://www.radiophonica.com/"><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">www.radiophonica.com</span></a> – prendono vita tre serate di:  18, 25 giugno e 9 luglio.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Tre momenti dedicati alla musica reggae, alla Giamaica, all’Africa, al culto rasta e alle positive vibrations.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il progetto prevede la presenza di artisti locali (I-Shence, Bashfire, Manhali, ecc.) che da anni lavorano nell’ambiente musicale cittadino e nazionale, che con amore radunano e coinvolgono i giovani che vivono a<span> </span>Perugia intorno a una passione fatta di ritmi, genti e colori dal sapore caraibico, così lontano dal nostro stile di vita, ma così vicino quando i dischi cominciano a suonare.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Non solo musica, o almeno, non solo questo aspetto sarà proposto al pubblico che sarà ospite del parco Sant’Angelo, cercheremo di far riflettere con immagini, video e discussioni.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Proporremo un film del 1980 dal titolo “Babylon” di Franco Rosso, ambientato nella Londra proiettata verso il boom economico, ma dalle grandi conflittualità sociali soprattutto riguardanti le persone di colore, dove vigevano le famose leggi Sus (sospetto della commissione di un reato) che portavano tanti giovani innocenti nelle galere e alle reazioni nei centri urbani, fatte di violenza e disperazione. Un colpo d’occhio verso una società che per certi aspetti ricorda, purtroppo, alcune situazioni attuali: un’insofferenza nei<span> </span>confronti del diverso, un sostanziale disagio dei più deboli che a volte esplode in violenze in Italia e in Europa.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il secondo lungometraggio che proietteremo il 9 luglio è un qualcosa di più musicale, ma che ci riporta, anche in questo caso, a un momento storico ben preciso, il titolo del film è “Cool Runnings” di Robert Mugge, dove si racconta il festival reggae per eccellenza: il Sunsplash del 1983, in quella Giamaica orfana del suo profeta Bob Marley, in quella terra preda di violenze senza quartiere, dove i grandi Stati Uniti vedevano (e tutt’ora vedono…) solo un paradiso tropicale da visitare, divorare e poi dimenticare in fretta. L’aspetto artistico del video è immenso, con la presenza dei più grandi musicisti del tempo, indimenticati fino a oggi e, fortunatamente, in alcuni casi ancora in piena attività.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Un discorso invece a parte, merita la serata del 25, avremo la fortuna di poter parlare e approfondire un tema che va a braccetto con la musica reggae, cioè la religione e la cultura rasta, in particolar modo la sua presenza in Italia, i suoi adepti e le sue problematiche di integrazione. Affronteremo questo viaggio spirituale con un esponente dell’Assemblea Permanente Rastafariani in Italia: Ras Julio, perugino che da anni si prodiga per il suo credo, che ha fatto della sua religione uno stile di vita, lavorando nel settore merceologico legato al reggae e al rastafarianesimo con la sua Livity Creations. Vedremo il video “Africa Unite, new edition” del 2005 girato ad Addis Abeba in Etipia in occasione del sessantesimo compleanno di Bob Marley, che fu l’occasione per molti credenti di ritornare alla Terra Promessa, sarà introdotto da Julio e a seguire si potrà dibattere circa le tematiche trattate dal film.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Uno sguardo verso il Continente Nero, un modo per capire cosa lega la religione rasta, la Giamica e l’Africa.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Sempre il 25, avremo modo di vedere un lavoro svolto in questi anni da due fotografi perugini - Luca Sgamellotti e Francesco Richieri - trapiantati a Bologna: un fotoreportage video con le immagini più belle del Rototom Sunsplash, il festival più grande d’Europa che si svolge da 16 anni ad Osoppo, in provincia di Udine. Un racconto fatto di immagini, da dove si può evincere quell’aspetto di unione che il reggae riesce a creare.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ovviamente ogni sera la musica ci farà compagnia, coinvolgendoci con i tanti suoni che una piccola isola è riuscita a produrre, con i milioni di dischi stampati, con quell’energia unica e inesauribile che il ritmo in levare ci regala dagli anni ‘60.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Un modo per condividere momenti comuni in nome dell’arte e della riflessione, per ribadire una volta ancora il nostro amore per una società multietnica, basata sul rispetto degli individui e delle libertà dei singoli in un contesto sociale degno di una democrazia affermata.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Troppe parole sbagliate usate con disinvoltura nell’ultimo periodo, per non dimenticare i grandi errori del passato è necessario essere sempre presenti, aumentare gli spazi di condivisione e coinvolgere la popolazione in progetti propositivi e costruttivi.</p>
<p><!--[if gte vml 1]&gt;                    &lt;![endif]--><!--[if !vml]--><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;"><!--[endif]--></span><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">Questo è il nostro SPAZIO: un luogo libero, creativo, carico di valori antichi ma tutt’ora indispensabili, come quelli del rispetto verso i propri simili, la fratellanza e l’unione.<span> </span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Jaka &amp; The Fire Band - Spiritual R-Evolution</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 17:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lanzi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href=http://www.bellicomeilsoul.com/2009/06/jaka-the-fire-band-spiritual-r-evolution/><img src=http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/06/jaka_sre_myspace-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>













Da Trapani a Firenze la strada percorsa è stata tanta, i compagni di viaggio oramai non si contano più, anche gli anni di attività iniziano ad essere rilevanti, un pezzo di storia del reggae nazionale passa anche dalla sua voce, quella di Jaka. Il 30 maggio è uscita la sua ultima fatica, un live che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-100" src="http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/06/jaka_sre_myspace.jpg" alt="jaka_sre_myspace" width="400" height="400" /></p>
<p><!--[if gte mso 9]&gt;  Normal 0 14   false false false        MicrosoftInternetExplorer4  &lt;![endif]--><!--[if gte mso 9]&gt;   &lt;![endif]--><!--[if !mso]&gt;--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;">Da Trapani a Firenze la strada percorsa è stata tanta, i compagni di viaggio oramai non si contano più, anche gli anni di attività iniziano ad essere rilevanti, un pezzo di storia del reggae nazionale passa anche dalla sua voce, quella di <strong>Jaka</strong>. Il 30 maggio è uscita la sua ultima fatica, un live che ripercorre la sua carriera di musicista e <span> </span>celebra i momenti più felici di un percorso affascinante. Sarà il suo sradicamento dalla terra natia che rende particolare il suo approccio alla musica e alla cultura reggae: organizzatore delle celebri serate fiorentine all’Auditorium Flog, conduttore radiofonico, vive la città che lo ha accolto in maniera totale e viscerale, ma ascoltando i suoi testi è evidente che è la “sua isola” che gli tocca il cuore e lo fa vibrare.<span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 14pt;">Spiritual R-Evolution</span></strong><span style="font-size: 14pt;"> è stato registrato a marzo 2009, sul palco, insieme a Jaka, <strong>The Fire Band</strong> e <strong>Queen Mary</strong>, venti tracce live che rendono omaggio alle sue esibizioni e alla carica che porta in giro nei suoi tour, un concentrato di energia e umanità che riesce sempre a venire fuori, sia di fronte ai grandi pubblici, come quello del Rototom, sia di fronte a platee più piccole. La bonus track, che da il titolo al cd, riproposta anche come registrazione in studio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;">I ritmi protagonisti sono quelli della vecchia scuola giamaicana, il vero roots la fa da padrone, anche se vengono toccate sonorità hip hop, dub o comunque più dure.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;">Per gli appassionati di reggae, risultano familiari le tunes più famose di Jaka: <strong>Reggae a matina, Ganja (e te’ bancha), Benvenuti in Sicilia</strong>, testi conosciuti e cantati nelle serate dance hall, riproposti nelle varie versioni dai sound system nostrani, accolti sempre con entusiasmo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;">Testi “leggeri” e che fanno riflettere, il cantante siculo/fiorentino ama sempre unire i due aspetti, che poi sono l’essenza della vita, le sue liriche toccano tematiche impegnate e socialmente rilevanti, attacca le politiche dell’ignoranza e dell’egoismo, contrapponendo l’amore per la natura, per l’uomo e per gli aspetti veri e sinceri della nostra esistenza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;">Le dice in faccia le cose Jaka, sicuramente non ama i giri di parole, quello che non gli piace te lo fa capire sempre e comunque, a costo di attirare le solite critiche perbeniste. Per chi segue il reggae o comunque i circuiti non commerciali, sa bene che oramai sono rimasti pochi gli spazi di libera espressione e quindi è meglio tenerseli stretti. Sicuramente Giuseppe Giacalone (nome all’anagrafe) è una risorsa per tutto il movimento, che ultimamente in alcune piazze fatica un po’, ma resiste a dispetto dei costi, della mancanza di luoghi adatti e vivibili, ai mille ostacoli che si presentano.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;">Il live di Jaka sembra arrivare al momento giusto, la primavera ci fa pensare ai concerti che verranno, ai festival, al Rototom Sunsplash, al Salento e a tutti quei luoghi che diffondo reggae, nonostante tutto, nonostante la crisi economica e sociale che imperversa in un paese malato, viziato e derubato della sua anima. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;">Due note di interesse, la prima riguarda la giovane e promettente etichetta che ha coprodotto Spiritual R-Evolution: <strong>One Step Records</strong>, diversi artisti della scena reggae italiana nella loro scuderia, tante produzioni alle spalle, un altro motivo per avere fiducia nel futuro di questa musica compagna di vita, un futuro fatto di ritmi italiani in levare e di positive vibrations genuine e vere. Ve ne parleremo ancora.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;">La seconda, la più personale, riguarda la grafica del cd, tutte belle foto ma una è di un perugino che sta sui palchi reggae da qualche anno e ci sembra giusto e piacevole citarlo: Tato Richieri. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;">Di motivi per suscitare la vostra curiosità ve ne abbiamo dati diversi, in teoria vi sarebbe dovuto bastare quello iniziale: il nome di un uomo che ha creduto nella sua passione, nell’amore che lo ha spinto dalla sua Sicilia verso un&#8217;altra isola famosa nel mondo, la  Giamaica, i suoi suoni e la sua cultura e siamo certi che non li tradirà mai.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>SPAZIO DUB</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2009 11:18:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lanzi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.bellicomeilsoul.com/2009/05/spazio-dub/><img src=http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/05/bannerdubroom1-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>









Se ne sentiva il bisogno, dobbiamo essere sinceri, gli amanti del roots dub volevano questo spazio all’interno del Rototom e se lo sono preso!
DUB ROOM sarà un luogo prettamente dedicato ai suoni forti provenienti dai bassi, organizzato dall’Italian Dub Community presenterà nei dieci giorni del festival sounds, dibattiti, approfondimenti e incontri incentrati su quel ritmo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-95" src="http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/05/bannerdubroom1.jpg" alt="bannerdubroom1" width="448" height="312" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Se ne sentiva il bisogno, dobbiamo essere sinceri, gli amanti del roots dub volevano questo spazio all’interno del Rototom e se lo sono preso!</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong>DUB ROOM</strong> sarà un luogo prettamente dedicato ai suoni forti provenienti dai bassi, organizzato dall’<strong>Italian Dub Community</strong> presenterà nei dieci giorni del festival sounds, dibattiti, approfondimenti e incontri incentrati su quel ritmo magico e ipnotico che risponde al nome di roots e dub.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Negli ultimi tempi in Italia è forte il richiamo a sonorità made in U.K. o comunque riconducibili alla nascita dei primi sound system, che proponevano nei loro set le vibrazioni calde e potenti dei bassi sparati dalle imponenti casse autocostruite.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Sono molteplici i segnali di questo fermento, uno è appunto il forum aperto all’interno del sito della formazione veneta Moa Anbessa dedicato al mondo reggae/dub, dove potete trovare recensioni, interviste, tanti file audio, segnalazione di eventi ed è uno dei più frequentati dagli appassionati del genere, lo trovate qua: <a href="http://moaanbessasoundsystem.forumfree.net/">http://moaanbessasoundsystem.forumfree.net</a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">È naturale la nascita di uno spazio simile all’interno del Sunsplash, già negli anni passati le postazioni che prediligevano questi suoni esistevano, magari in maniera autonoma o comunque meno organizzata, quest’anno invece si è scelto di convogliare gli sforzi in un’unica yard, che siamo sicuri radunerà numerosi ospiti. D’altronde, già lo scorso anno, alle dance hall di Abassi Hi Powa e Jah Shaka il pubblico ha risposto con un calore e una partecipazione totale, ballando fino alle prime luci del giorno.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">I protagonisti della Dub Room saranno sounds italiani ed europei, già confermati <strong>Linea di Massa</strong> da Roma<strong>, Dread Lion Hi-Fi</strong> da Bergamo, gli stessi <strong>Moa Anbessa</strong> da Venezia, <strong>Roots Hi-Tek</strong> da Londra e tanti altri distribuiti dal 2 all’11 luglio.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Molto interessanti i documentari video che saranno proposti sul mondo e la cultura del sound system, una possibilità unica per capire e visionare quel pezzo di storia del reggae.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Per tutti gli appuntamenti dello spazio denominato Dub Room, vi rimandiamo al sito del festival: <a href="http://www.rototomsunsplash.com/">www.rototomsunsplash.com</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>U-Roy &amp; Pablo Moses</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 16:48:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lanzi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href=http://www.bellicomeilsoul.com/2009/05/u-roy-pablo-moses/><img src=http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/05/u-roy12841-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>
Flog – Firenze 1 maggio 2009 
A volte si assiste a concerti dai quali ti aspetti molto e magari esci un po’ deluso, altre volte invece già sai che di fronte a te avrai piccole grandi storie, che meritano di essere ascoltate con il dovuto rispetto e ti importa anche poco del contesto e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<div id="attachment_82" class="wp-caption alignleft" style="width: 424px"><img class="size-full wp-image-82" src="http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/05/u-roy12841.jpg" alt="U-Roy by Tato Richieri" width="414" height="273" /><p class="wp-caption-text">U-Roy by Tato Richieri</p></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;">Flog – Firenze 1 maggio 2009 </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;">A volte si assiste a concerti dai quali ti aspetti molto e magari esci un po’ deluso, altre volte invece già sai che di fronte a te avrai piccole grandi storie, che meritano di essere ascoltate con il dovuto rispetto e ti importa anche poco del contesto e di chi ti sta vicino. Rientra appieno in questa categoria il concerto al quale abbiamo assistito a Firenze: il primo a salire sul palco è stato un certo U-Roy, venuto al mondo nel 1942 nella piccola Giamaica con il nome di Ewart Beckford, si cimenta al microfono dal 1961. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;">Più precisamente, è stato uno dei primi a dare il via a una vera e propria forma artistica, fino ad allora sconosciuta: il dj style, precursore del più famoso rap statunitense, cioè quella tecnica di parlare/cantare sopra alle basi che girano sui piatti; lui aveva la fortuna di collaborare con i maestri delle produzioni reggae/dub come King Tubby e Lee Perry, i suoi inizi sono nel leggendario sound system di “Coxsone” Dodd.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;">Era il 1975 quando uscì il suo lp più celebre, sia per le musiche che per la copertina, che lo ritraeva in mezzo a una nuvola di fumo della propiziatoria ganja, si tratta di Dread In A Babylon, album che non può mancare in nessuna collezione reggae. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;">Insomma una vera leggenda, di quelle che magari vedi una sola volta nella vita e quindi da tenersi ben stretta.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;">I suoi dreadlocks color argento sono la testimonianza degli anni passati a calcare le scene mondiali, portando in giro le tematiche care ai seguaci di Ras Tafari e al popolo giamaicano; in Italia è arrivato insieme al suo collega Pablo Moses e alla band che ha accompagnato tutti e due i cantanti: Roots Radics Band, classica formazione giamaicana, composta da musicisti super esperti e collaudati fra loro, che spaziano dai ritmi ska o rocksteady alle sonorità dub, con estrema facilità. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;">U-Roy, nel suo completo rosso fuoco, ha dato il meglio di sé, proponendo i suoi pezzi celebri come Dynamic Fashion Way e Earth’s Rightful Ruler, la durata della sua esibizione non è stata lunghissima, però appunto indimenticabile vista la sua storia e il suo passato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;">Dopo di lui, un altro personaggio del roots, meno conosciuto del primo ma sicuramente con il medesimo fascino artistico: Pablo Moses.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;">Nato nel 1948, vede la sua carriera acquisire una certa notorietà nel 1975 con l’album Revolutionary Dream uscito anche nel 1978 con un altro titolo I Love I Bring, quest’ultimo più facile da reperire. Altra tappa fondamentale, nel 1983 con l’lp In The Future, dove introduce anche delle sonorità vicine al dub e dove si possono anche ascoltare i primi suoni campionati. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;">Sul palco la sua presenza risulta più evidente rispetto a U-Roy, Pablo è un omone che fa della mimica una parte fondamentale del suo spettacolo. Accenna riti religiosi, le sue radici sprofondano nel culto rasta e ogni gesto sembra una sorta di ringraziamento a Jah. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;">Con Moses la band prende delle ritmiche decisamente più dure, i suoni dub concludono ogni pezzo e contribuiscono a rendere più “spirituale” l’esibizione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;">Il concerto è stato breve ma intenso, ci ha proposto due uomini che hanno dedicato la loro vita al reggae, alla musica e alla cultura rasta.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;">Fortunatamente, per tutti coloro che vorranno vedere i due di nuovo insieme in Italia, l’attesa non è lunghissima, infatti saranno presenti venerdì 10 luglio al Rototom Sunsplash.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<div id="attachment_85" class="wp-caption alignleft" style="width: 458px"><img class="size-full wp-image-85" src="http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/05/u-roy1298.jpg" alt="U-Roy by Tato Richieri" width="448" height="297" /><p class="wp-caption-text">U-Roy by Tato Richieri</p></div>
<div id="attachment_86" class="wp-caption alignleft" style="width: 458px"><img class="size-full wp-image-86" src="http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/05/u-roy1429.jpg" alt="U-Roy by Tato Richieri" width="448" height="297" /><p class="wp-caption-text">U-Roy by Tato Richieri</p></div>
<div id="attachment_87" class="wp-caption alignleft" style="width: 454px"><img class="size-full wp-image-87" src="http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/05/getattachmentaspx.jpg" alt="Pablo Moses by Tatao Richieri" width="444" height="346" /><p class="wp-caption-text">Pablo Moses by Tato Richieri</p></div>
<div id="attachment_88" class="wp-caption alignleft" style="width: 307px"><img class="size-full wp-image-88" src="http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/05/pablomoses1782.jpg" alt="Pablo Moses by Tato Richieri" width="297" height="448" /><p class="wp-caption-text">Pablo Moses by Tato Richieri</p></div>
<div id="attachment_90" class="wp-caption alignleft" style="width: 458px"><img class="size-full wp-image-90" src="http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/05/pablomoses1815.jpg" alt="Pablo Moses by Tato Richieri" width="448" height="297" /><p class="wp-caption-text">Pablo Moses by Tato Richieri</p></div>
<div id="attachment_89" class="wp-caption alignleft" style="width: 458px"><img class="size-full wp-image-89" src="http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/05/pablomoses1663.jpg" alt="Pablo Moses by Tato Richieri" width="448" height="297" /><p class="wp-caption-text">Pablo Moses by Tato Richieri</p></div>
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		<title>Rototom Line Up!</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 10:45:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lanzi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.bellicomeilsoul.com/2009/04/rototom-line-up/><img src=http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/04/n31605497156_3140-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>
L’arrivo della primavera, oltre che il fiorire degli alberi, vede l’uscita delle programmazioni dei vari festival estivi che animeranno il Bel Paese. Forse è un po’ prematuro, molti eventi dovranno ancora essere confermati, ma non si può far finta di niente di fronte alla prima Line Up ufficiale del Rototom Sunsplash! Giunto alla sedicesima edizione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-76" src="http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/04/n31605497156_3140.jpg" alt="n31605497156_3140" width="200" height="203" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">L’arrivo della primavera, oltre che il fiorire degli alberi, vede l’uscita delle programmazioni dei vari festival estivi che animeranno il Bel Paese. Forse è un po’ prematuro, molti eventi dovranno ancora essere confermati, ma non si può far finta di niente di fronte alla prima Line Up ufficiale del <strong>Rototom Sunsplash</strong>! Giunto alla sedicesima edizione, gli organizzatori del più grande appuntamento reggae europeo sembrano voler stupire anche gli spettatori super collaudati con una serie di artisti stupefacente.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Dal <strong>2 all’11 luglio</strong>, <strong>Osoppo (Ud)</strong> sarà la capitale del ritmo in levare, ospiterà la storia remota e recente di uno stile e una cultura che non tramonteranno mai, dalla Giamaica atterreranno in Friuli personaggi legati indissolubilmente alle radici del reggae: <strong>Skatalites</strong>, <strong>Barrington Levy</strong>, <strong>Sly &amp;</strong> <strong>Robbie</strong>, <strong>The Congos</strong>, <strong>Pablo Moses</strong>, <strong>U Roy </strong>e<strong> Steel Pulse</strong>. Altri invece che rappresentano il presente della scena: <strong>Buju Banton</strong>, <strong>Anthony B</strong>, <strong>Capleton </strong>e<strong> Groundation</strong>. Il palco del Rivellino è solito vedere protagonisti che abbracciano un arco di tempo artisticamente ampio, quest’anno però questo aspetto sembra ancora più evidenziato, con l’incontro di più generazioni.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Notevole spazio, fortunatamente, è stato dato a un ritmo che ultimamente riscuote sempre maggiore interesse: il dub. Paladini di queste sonorità, saranno nomi cruciali dei suoni dai potenti bassi: i maestri delle rivisitazioni in dub style gli <strong>Easy Star All Stars</strong>, il poeta <strong>Linton Kwesy Johnson</strong>, i veterani <strong>Twinkle Brothers </strong>e a suo modo<strong> Ali Campbell</strong>,<strong> </strong>che con i suoi UB40 ha tracciato le linee, poi seguite da molti altri, per il dub/pop inglese ed europeo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Non potevano mancare rappresentanze italiane, si è puntato sul meglio in ambito nazionale e mondiale: <strong>Sud Sound System</strong> e <strong>Alborosie</strong>. I primi oramai un classico del Rototom, porteranno il loro spirito salentino alle pendici delle Alpi; il secondo, diventato negli ultimi anni un artista riconosciuto da tutto il panorama reggae mondiale, l’unico italiano riuscito ad entrare nei cuori dei giamaicani e a collaborare con gli artisti più noti dell’isola, infuocherà di certo la scena.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Come sempre, saranno presenti realtà non prettamente reggae, ma che comunque da queste sonorità traggono spunto per le loro produzioni, due su tutti: <strong>Michael<span> </span>Franti</strong>, che con la sua band darà una sferzata di energia diversa al festival e i neozelandesi <strong>Fat Freddy’s Drop, </strong>venuti alla ribalta con il loro sorprendente “Based on a true story”.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Tante le sonorità che si potranno apprezzare nella prossima edizione: dallo ska (da non perdere i <strong>New York Ska Jazz Ensamble</strong>) al roots, dal dub al new roots, toccando anche luoghi geograficamente lontani dal reggae, come può essere il Giappone con i <strong>Gocoo, </strong>undici percussionisti che mixano sapientemente ritmi orientali con quelli africani.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Insomma, non è ancora completo e già il programma del Rototom lascia senza parole, si devono anche considerare tutte le dance hall che seguiranno i concerti e che ancora non sono state ufficializzate, di sicuro vedranno protagonisti i miglior sound mondiali. Oltre a tutto ciò, le innumerevoli postazioni con djset, gruppi meno noti della scena italiana ed europea e tanto altro, che ti fa già dire: “Quest’anno al Sunsplash non posso proprio mancare!”</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Per tutte le info: www.rototomsunsplash.com</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Andrea Lanzilotto</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-77" src="http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/04/sunsplash2006logo1.jpg" alt="sunsplash2006logo1" width="448" height="183" /></p>
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		<title>URBAN TAKE - Cristiano Arcelli</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 08:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lanzi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.bellicomeilsoul.com/2009/04/urban-take-cristiano-arcelli/><img src=http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/04/coperta1-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>

Incontrando Cristiano Arcelli, oltre che ritrovare un vecchio amico, ho la possibilità di parlare con un attento osservatore del mondo musicale che ci circonda, jazzista oramai affermato nella scena nazionale e non, perugino verace, è una fonte di conoscenze preziose per chiunque è appassionato di jazz, ma anche di tanti altri stili che lui studia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-68" src="http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/04/coperta1.jpg" alt="coperta1" width="376" height="336" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Incontrando Cristiano Arcelli, oltre che ritrovare un vecchio amico, ho la possibilità di parlare con un attento osservatore del mondo musicale che ci circonda, jazzista oramai affermato nella scena nazionale e non, perugino verace, è una fonte di conoscenze preziose per chiunque è appassionato di jazz, ma anche di tanti altri stili che lui studia e reinterpreta con il suo sax.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">La nostra chiacchierata è durata un’oretta, la potete trovare nel sito <a href="http://www.radiophonica.com/">www.radiophonica.com</a> accompagnata dalle musiche del suo prossimo lavoro in uscita: Urban Take.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Qui di seguito riporto solo la parte riguardante, appunto, il cd appena realizzato e alcuni aspetti della produzione, che abbiamo avuto l’onore di ascoltare e proporre in esclusiva.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Se volete avere un assaggio dell’album, potete visitare il suo contatto myspace: <a href="http://www.myspace.com/cristianoarcelli">www.myspace.com/cristianoarcelli</a>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong>Cristiano, parlaci del tuo lavoro in uscita nel mese di giugno.</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il nuovo progetto Urban Take, indaga sulle possibilità ritmiche del dubstep, dell’hip hop e in qualche misura del funk, cercando di estrapolare delle idee da queste musiche e portarle in un territorio più aperto.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">È stato realizzato con musicisti locali ed altri provenienti da diverse realtà nazionali e internazionali: Alessandro Paternesi alla batteria, Igor Spallati al contrabbasso, il pianista Alessandro Bravo, Fulvio Sigurtà alla tromba e il baritonista Rossano Emili.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong>Oltre alla musica, so che hai dato importanza anche alla forma del cd.</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Si infatti, anche l’aspetto grafico è stato seguito con cura, in questo caso da un amico: Andrea Marchi, che ha impreziosito il cd con foto realizzate durante i suoi viaggi; il messaggio che volevamo sottolineare con queste immagini è il rapporto che si instaura fra le città e i cittadini, questo è un aspetto che a me interessa molto, vedere come le persone si adattano agli spazi dove vivono, al di là che siano belli o brutti, mi incuriosisce vedere come assorbono un determinato territorio e i suoni che vengono prodotti da esso.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Allo stesso modo con la musica ho cercato di ricreare quella tensione che esiste all’interno di questa logica: la città e i suoi abitanti.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong>Dicci qualcosa circa la struttura dell’album. </strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong></strong>Il cd è composto da otto tracce per quaranta minuti di musica, sono un fan dei dischi corti, un po’ come accadeva con i vinili - venti minuti per parte - sono rimasto affezionato a quel formato, fosse per me stamperei il mio lavoro in vinile ma economicamente comporta delle difficoltà oggettive, ha dalla sua il grande fascino sia grafico che sonoro, in particolare mi piace la sua caratteristica di non essere replicabile come oggetto, rimane unico.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Oltre al classico cd, sarà disponibile nel sito di Egea (l’etichetta che lo distribuisce – <a href="http://www.egeamusic.com/">www.egeamusic.com</a>) e lì ci saranno i vari link da dove poterlo scaricare.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong>Presto potremo sentire Urban Take dal vivo?</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Si sicuramente, grande importanza sarà affidata<span> </span>alle date dal vivo, punteremo molto ai nostri live che ci permetteranno di esprimerci al meglio delle nostre possibilità, il tour partirà a giugno per terminare a fine luglio e toccheremo vari luoghi d’Italia e arriveremo anche fuori dai confini  nazionali, sicuramente in Albania per un festival dedicato ad artisti emergenti, sempre in ambito jazz.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Andrea Lanzilotto</p>
]]></content:encoded>
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		<title>INTERVISTA GHEMON</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 08:07:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lanzi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href=http://www.bellicomeilsoul.com/2009/04/intervista-ghemon/><img src=http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/04/ghemonrgb11-300x200.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>
Pubblichiamo alcune domande rivolte al nostro amico Ghemon poco tempo dopo l’uscita del suo ultimo album “E poi, all’improvviso, impazzire”, disponibile, oltre che nei negozi di musica, nel suo sito: www.ghemonscienz.com. Lavoro che non ci stancheremo mai di promuovere, non per la vicinanza che ci lega all’artista, ma per le qualità che racchiude: da anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-51" src="http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/04/ghemonrgb11-300x200.jpg" alt="ghemonrgb11" width="300" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify;">Pubblichiamo alcune domande rivolte al nostro amico Ghemon poco tempo dopo l’uscita del suo ultimo album “E poi, all’improvviso, impazzire”, disponibile, oltre che nei negozi di musica, nel suo sito: <span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;"><a href="http://www.ghemonscienz.com/"><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">www.ghemonscienz.com</span></a></span>. Lavoro che non ci stancheremo mai di promuovere, non per la vicinanza che ci lega all’artista, ma per le qualità che racchiude: da anni non si assaporava uno stile così elegante accostato all’hip hop di casa nostra, un animo così profondo riassunto in 23 tracce, tutte da ascoltare ad occhi chiusi.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify;">Ricordiamo gli altri artefici del progetto: Johannes “Fid Mella” Hilpold creatore di beat sorprendenti, il supervisore Mirko “Kiave” Felice, la produzione di Macro Marco, le voci di Franco Negrè, Mecna, Martina May e Al Castellana.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify;"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"><!--[if !supportLists]--><span>-<span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"> </span></span><!--[endif]--><strong> Ascoltando e riascoltando le tracce del tuo nuovo album, mi viene da porti come prima domanda: sei più un attento osservatore della società, di ciò che gira intorno a te, o di te stesso? Con chi riesci ad essere più critico?</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"><!--[if !supportLists]--><span>-<span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"> </span></span><!--[endif]--> L’attenzione è sicuramente alta su entrambe le cose. Quello che più mi aiuta a creare è l’osservazione di quello che mi capita. Chi mi conosce da poco, non ti direbbe mai che il mio punto forte è l’osservazione, perché sono uno che parla, che interviene, che ha difficoltà a tenersi per sè le cose. Ma questa non è che una delle mille tecniche con cui ci si rapporta agli altri: c’è chi è timido, chi è comico e chi come me mostra un lato più spigliato per permettere a quello più riflessivo di incamerare informazioni e rielaborarle quando sono solo. Se prendi in considerazione quello che ho appena detto, la parte dell’approccio con gli altri è la parte “sociale” della mia musica, e quella riflessiva è quella più “intima”. Per franchezza, ammetto di essere più critico con me che con gli altri. Per molti è difficile farlo, ma se qualcosa non va analizzo prima i miei errori, e poi quelle degli altri. E’ come dire: “posso sempre migliorare”.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"><!--[if !supportLists]--><span>-<span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"> </span></span><!--[endif]--><strong> Parli di amore, di vita quotidiana, di studio, scuola, lavoro, come si rapporta il tuo modo di fare arte con la quotidianità?</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"><!--[if !supportLists]--><span>-<span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"> </span></span><!--[endif]--> E’ permeato degli elementi che la cultura Hip Hop mi ha donato quando ero ragazzino, e poi adulto. Mi ha permesso di crescere prima, e di avere spesso un punto di vista privilegiato o<span> </span>comunque diverso da quello della massa dei coetanei che frequentavo. E’ stato come seguire un corso speciale alla stessa scuola degli altri ma sviluppare un senso diverso della realtà.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"><!--[if !supportLists]--><span>-<span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"> </span></span><!--[endif]--><strong> Dalle parole che usi, traspare l’importanza che nella tua vita rappresenta la figura femminile, sia nei momenti gioiosi che di amarezza, in netto contrasto con altre culture o movimenti “black”, spiegaci il perché o comunque il tuo pensiero.</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"><!--[if !supportLists]--><span>-<span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"> </span></span><!--[endif]-->Ma dipende a quale branca della musica black vogliamo riferirci. Una delle mie più grandi ispirazioni è la musica soul ed è basata sostanzialmente su canzoni d’amore, o correlate ai sentimenti. E anche in una certa tradizione di rap, quello spirito è rimasto intatto. Non esiste questo retaggio misogeno e materialista in un gruppo come gli A Tribe Called Quest., per esempio E in ogni caso musicalmente sento di ereditare la tradizione artistica italiana, che dalla “madonna” medievale, alle canzoni d’amore napoletane a quelle d’autore della musica leggera ha messo spesso la donna al centro. Ho solo continuato il solco, perché è banale ribadirlo, ma la mia vita è fatta di interazioni con l’altro sesso: da mia madre e mia sorella, passando per le mie amiche e arrivando alle mie storie. Non si può nemmeno dire che la mia parte maschile non sia forte nei pezzi, perché se si ascolta con attenzione lo è. Ma mi pareva parziale e poco stimolante sotto il profilo creativo, l’idea di prendere in considerazione solo l’universo maschile che rappresento.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"><!--[if !supportLists]--><span>-<span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"> </span></span><!--[endif]--><strong> Sei un ottimo scrittore, quindi deduco anche un buon lettore: quali sono le letture che preferisci e quali quelle che ti aiutano nell’arte della rima?</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"><!--[if !supportLists]--><span>-<span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"> </span></span><!--[endif]-->Sono un lettore onnivoro, e posso dire un lettore “furbo”. Leggo giornali, articoli, libri quando capita, ma sempre che siano di stimolo o di distrazione. Leggo libri comici per lo più autori come Maurizio Milani o Rocco Tanica (che poi sono ispirati a vicenda uno dall’altro, volendo). Cerco di capire nella comicità “no sense” qual è il punto di partenza della pazzia, la scintilla che scatena il paradosso che a me fa ridere. Se leggo il titolo di un libro a caso di Maurizio Milani, ad esempio “Vantarsi, Illudere la Donna e bere liquori” mi viene da ridere e da pensare “è geniale”. La cosa più stimolante per me è capire il genio dove si origina, in quali passaggi di una sua opera. Diciamo che non voglio subire come lettore, voglio interagire per “potenziarmi”.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"><!--[if !supportLists]--><span>-<span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"> </span></span><!--[endif]--><strong> Essere un “rapper”, ora come ora, significa fare ciò che una volta facevano i cantautori in Italia, credi che l’hip hop possa essere la “nuova” strada della musica italiana?</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"><!--[if !supportLists]--><span>-<span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"> </span></span><!--[endif]-->Lo è, senza ombra di dubbio. E’ solo che la qualità della musica che accompagna il rap per la metà o forse più dei casi in Italia, mi stomaca. Tanti miei colleghi sono bravi con le rime ma non fanno nessuna ricerca musicale. E allora stiamo facendo sostanzialmente due generi diversi. Avere un mezzo comunicativo così potente come il rap e non usarlo per migliorare la musica italiana significa avere poca coscienza, poca stima del rap, e soprattutto di se stessi. E’ un po’ una polemica, ma questa precarietà del genere, questo suo arrangiarsi continuo, questa improvvisazione, è si una caratteristica peculiare del rap , ma a volte è semplicemente sintomo di poca professionalità.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"><!--[if !supportLists]--><span>-<span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"> </span></span><!--[endif]--><strong> Dai molta importanza ai testi, a volte l’ascoltatore può trascurare l’aspetto musicale dei pezzi, ricordaci invece il grande lavoro che c’è dietro ad ogni beat. </strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"><!--[if !supportLists]--><span>-<span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"> </span></span><!--[endif]--> Ribadisco e proseguo quello che ti ho detto prima. Il lato musicale non è meno importante di quello delle parole. Per me e chi lavora con me non lo è. C’è un lavoro di scelta, cesellatura e critica sulle musiche, da parte mia, molto duro. Poi magari il ragazzino x o l’ascoltatore y continuerà a preferire un beat violentissimo con due note in croce. Il bello del rap è questo, si può essere efficaci sia con qualcosa di basilare sia di più articolato e avere un risultato molto simile. Gradire una delle due cose sta ai gusti di chi ascolta. Da ascoltatore prima, e da musicista poi, preferisco il campionamento mischiato alle parti suonate con gli strumenti “veri”.E’ quello che cerco di mettere anche nei miei dischi.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"><!--[if !supportLists]--><span>-<span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"> </span></span><!--[endif]--><strong> In ultimo, vorrei sapere se quello che volevi comunicare con questo disco è venuto veramente fuori, se credi che il messaggio che avevi inizialmente nella tua testa sia stato sviluppato appieno.</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"><!--[if !supportLists]--><span>-<span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"> </span></span><!--[endif]--> Si è venuto veramente fuori, e spero sinceramente che tutte le persone a cui i messaggi erano <span> </span>velatamente o spudoratamente riferiti abbiano ascoltato o ascoltino prima possibile, per riprendersi un po’ della “pazzia” a cui mi hanno costretto, prima di fare questo disco. In ogni caso è stata l’ennesima riprova che la musica è lì che mi aspetta quando non mi so esprimere in altre maniere, e che, per quanto io parli di accadimenti personali, racconto cose comuni un po’ a tutti. O almeno questo è quello che dicono tutte le persone che si sono affezionate a Ghemon.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 35.4pt; text-align: justify;">Andrea Lanzilotto</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 35.4pt; text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-52" src="http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/04/copertina.jpg" alt="copertina" width="386" height="385" /></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 35.4pt; text-align: justify;">
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		<title>SKA P &amp; ASIAN DUB FOUNDATION</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 09:34:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lanzi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href=http://www.bellicomeilsoul.com/2009/03/ska-p-asian-dub-foundation-palalottomatica-roma-21-marzo-2009/><img src=http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/03/ska-p-by-carlos-malder-12-copy2-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  border=0></a>
Palalottomatica - Roma 21 marzo 2009
Siamo al Palalottomatica ansiosi di scatenarci allegramente sul loro energico e coinvolgente SKA-PUNK, saltellando tutti a tempo e lasciando libero sfogo ai messaggi di denuncia contro le dittature, contro la vivisezione, cantando per i diritti umani, per la legalizzazione della marijuana e ancora di antifascismo e di anticlericalismo.

Stiamo tutti aspettando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-45" src="http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/03/ska-p-by-carlos-malder-12-copy2.jpg" alt="ska-p-by-carlos-malder-12-copy2" width="448" height="333" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Palalottomatica - Roma 21 marzo 2009</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Siamo al Palalottomatica ansiosi di scatenarci allegramente sul loro energico e coinvolgente SKA-PUNK, saltellando tutti a tempo e lasciando libero sfogo ai messaggi di denuncia contro le dittature, contro la vivisezione, cantando per i diritti umani, per la legalizzazione della marijuana e ancora di antifascismo e di anticlericalismo.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Stiamo tutti aspettando i loro fantastici colori e di abbracciare i loro ideali di lotta contro il potere&#8230;stiamo aspettando gli Ska-P: band formatasi nel 1994 a Vallekas (quartiere popolare alla periferia di Madrid), che ovviamente, dopo tre anni di assenza dai palchi e sei senza aver pubblicato alcun disco, hanno riempito per questo evento il palazzo dello sport capitolino (location ideale per artisti che devono fare il pienone) di tanta bella gente tutta eccitata da questa reunion.<br />
Dopo che nel 2005 avevano annunciato il loro scioglimento, nel 2008 invece i membri del gruppo si ritrovano e dopo svariate prove con esito positivo, prende vita a ottobre il loro settimo album:</p>
<p class="MsoNormal">LAGRIMAS Y GOZOS!<br />
<!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br />
<!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Dopo l&#8217;uscita di questo album c&#8217;è stato il tour mondiale con data italiana a Milano il 13 dicembre 2008: Palasharp TUTTO ESAURITO! Considerato il grande successo, gli Ska-P decidono di ripetersi a marzo 2009, questa volta a Roma.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Come immaginavo, non ci hanno affatto delusi&#8230;energici più che mai, in grande forma, hanno cantato prevalentemente pezzi del nuovo album ma anche quelli contenuti in PLANETA ESKORIA (2000), album che gli ha regalato popolarità e fama internazionale; successo ottenuto anche perchè stavolta appoggiati ad una casa discografica e ad un manager, visto che prima di allora si erano sempre autoprodotti.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Scenograficamente frizzanti, come sempre&#8230;per iniziare: l&#8217;enorme stella rossa, poi il loro logo ripetuto con la loro mascotte. Non parliamo poi del mitico Pipi, corista e showman, che con il suo kilt ed il cappello da giullare ha fatto la sua solita esibizione&#8230;aggiungendo alla performance, già abbastanza ilare e fomentata, un simpatico incentivo al pogo più sfrenato.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Allegri e ironici non potevano non suonare BELLA CIAO ed i cori massicci contro Berlusconi, grandi!<br />
<!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br />
<!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Gruppo spalla: ASIAN DUB FOUNDATION, fantastici!<br />
La loro fusione di dub, reggae, jungle, hip hop, drumm&#8217;n'bass e le melodie ed i canti indiani veramente affascinante. Nati a Londra nel 1993, sono stati definiti da alcuni giornalisti inglesi la migliore live band britannica dai tempi dei Clash.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il messaggio degli ADF urla: MASSIVE NOT PASSIVE! I loro testi criticano apertamente il razzismo nei confronti delle minoranze. Anche loro coinvolgenti ed orecchiabili anche per chi non li ha mai ascoltati.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ottima scelta come gruppo introduttivo agli Ska-P, hanno infatti preparato lo stato d&#8217;animo giusto scaldando subito la folla e portandola automaticamente a muoversi, anche non volendo.</p>
<p class="MsoNormal">E&#8217; sempre un piacere vederli e sentirli suonare live.</p>
<p class="MsoNormal">In conclusione bellissima serata&#8230;siamo usciti dal Palalottomatica con un sorriso enorme, soddisfatti, davvero soddisfatti!</p>
<p class="MsoNormal">Martina Mozzini</p>
<p class="MsoNormal">
<div id="attachment_46" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-46" src="http://www.bellicomeilsoul.com/wp-content/uploads/2009/03/206702.jpeg" alt="Asian Dub Foundation" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Asian Dub Foundation</p></div>
<p class="MsoNormal">
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